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Tinteggiare la facciata di casa in estate: vernici giuste e errori da evitare col caldo

Tra luglio e agosto la facciata si tinteggia spesso nel momento peggiore: ecco la finestra di temperatura giusta, le vernici che reggono davvero e cosa dice la legge su piano del colore e condominio.

Tinteggiare la facciata di casa in estate: vernici giuste e errori da evitare col caldo

Il muratore che stava ridipingendo la facciata di un condominio a Bologna nel weekend del 12 luglio ha dovuto fermare i lavori poco dopo le undici del mattino: il termometro a infrarossi puntato sulla parete esposta a sud segnava 52 gradi sulla superficie intonacata, contro i 34 dell'aria all'ombra. Con quel calore la pittura silossanica appena stesa si stava già seccando in superficie mentre lo strato sottostante restava umido, e se il lavoro fosse continuato il risultato sarebbe stato un film che si screpola nel giro di due o tre inverni. Luglio e agosto restano i mesi in cui più famiglie decidono di rifare la facciata di casa, complice il fatto che si è spesso in ferie e il cantiere non intralcia la vita quotidiana, ma sono anche i mesi in cui si commettono gli errori tecnici che si pagano tre o quattro anni dopo, quando la vernice comincia a staccarsi a chiazze proprio sui lati più esposti.

Quando tinteggiare davvero: la finestra tra i 10 e i 30 gradi

Le schede tecniche delle principali vernici murali per esterno — Boero, Sikkens, Caparol — indicano una finestra di applicazione tra i 5 e i 35 gradi, ma nella pratica italiana d'estate conviene restringerla molto: sotto i 10 gradi la resa filmogena rallenta troppo, sopra i 30 sulla superficie (non sull'aria) il prodotto perde acqua troppo in fretta e non forma un film uniforme. Il punto è che il termometro dell'app meteo racconta la temperatura dell'aria, non quella del muro, e in pieno sole d'agosto un intonaco chiaro può arrivare comunque a 45-50 gradi anche con l'aria a 30. Meglio lavorare all'alba, dalle 6 alle 10, oppure nel tardo pomeriggio dopo le 18, seguendo il sole intorno all'edificio invece di inseguire l'orario comodo per l'impresa. Anche l'umidità relativa conta: sopra l'80% l'essiccazione rallenta e il rischio di ritenzione d'acqua sotto il film aumenta, mentre un vento secco di scirocco può far seccare la vernice troppo in fretta in superficie, con lo stesso problema opposto. Da evitare, in ogni caso, è dipingere subito dopo un temporale estivo: la superficie può sembrare asciutta in un'ora, ma sotto l'intonaco l'umidità residua resta per 24-48 ore e va aspettata, altrimenti la vernice imprigiona vapore che poi spinge via il film dall'interno.

Vernici per esterno: silossanica, ai silicati o acrilica?

Per una facciata esposta a sud in una zona con estati lunghe conviene la silossanica: costa il 20-30% in più dell'acrilica ma respinge l'acqua piovana restando comunque traspirante, e in dieci anni si ridipinge una volta sola invece di due. La Boero Silres PL, in secchi da 14 litri, si trova intorno ai 95-110 € e copre 90-100 metri quadri con una mano; la linea Sikkens Rubbol WF (gruppo AkzoNobel) costa un po' di più, sui 120-140 € per 15 litri, ma dichiara una durata di 15 anni su supporti ben preparati. Le pitture ai silicati, come la Caparol CapaSilan o le linee Keim, sono le più traspiranti in assoluto e le migliori su intonaci a calce di edifici storici, però costano di più — 130-160 € per 25 kg — e vanno stese su supporti minerali puri, senza tracce di vecchie mani acriliche sotto.

Quanto costa in pratica

Per un'acrilica di fascia media, tipo la Rossetto Vernici linea Quarzo (marchio veneto molto usato dagli imprenditori edili locali), il prezzo scende a 55-70 € per 14 litri, con una copertura simile: la differenza si vede dopo cinque o sei anni, quando l'acrilica tende a ingrigirsi e trattenere lo smog molto più della silossanica. Non vale la pena risparmiare sulla vernice se poi si spende il triplo in ponteggio: il materiale incide di solito per il 15-20% del costo totale di un cantiere di tinteggiatura esterna, la manodopera e il ponteggio fanno il resto.

Il Piano del Colore comunale: quando serve il permesso

Nei centri storici di molte città italiane — Bologna, Firenze, Torino, ma anche centri più piccoli come Lucca o Vicenza — è in vigore un Piano del Colore che vincola le tinte ammesse per le facciate a una mazzetta cromatica approvata dall'ufficio tecnico comunale o dalla Soprintendenza, quando l'edificio è vincolato. Prima di scegliere il colore bisogna verificare sul sito del Comune se l'indirizzo ricade in zona sottoposta a piano, perché dipingere con una tinta non conforme espone a una diffida e, nei casi più seri, all'obbligo di rifare tutto a proprie spese. Nelle zone senza piano del colore basta di solito la comunicazione di inizio lavori (CILA) se non si modifica la sagoma dell'edificio, ma conviene comunque chiedere conferma all'ufficio tecnico prima di montare il ponteggio.

Facciata condominiale: cosa dice il Codice Civile

Se la casa è un condominio, la facciata è una parte comune secondo l'articolo 1117 del Codice Civile, e questo cambia tutto rispetto a una villetta indipendente. Una semplice ridipintura con lo stesso colore rientra nella manutenzione ordinaria e basta la maggioranza semplice dell'assemblea, ma un cambio di colore o di finitura viene considerato un'innovazione che altera il decoro architettonico, e in quel caso l'articolo 1120 richiede la maggioranza qualificata di almeno due terzi dei millesimi. Un condomino da solo, per quanto stanco di guardare l'intonaco scrostato dal proprio balcone, non può far tinteggiare la porzione di facciata davanti a casa sua senza il via libera dell'assemblea: lo vieta espressamente l'articolo 1122, proprio perché l'aspetto esterno dell'edificio appartiene a tutti, non al singolo proprietario dell'appartamento dietro quella parete.

Gli errori più comuni quando fa caldo

Il caldo non perdona la fretta.

Dipingere tra le 11 e le 16 in pieno sole resta l'errore più diffuso, perché la vernice fa la crosta in superficie mentre sotto è ancora umida, e le crepe arrivano puntuali entro due stagioni. Non bagnare leggermente il muro il giorno prima, se l'intonaco è vecchio e molto assorbente, fa sì che il supporto rubi acqua alla vernice appena stesa invece di lasciarla lavorare; applicare la seconda mano prima che la prima abbia fatto presa è un altro classico, e il tempo di attesa non è fisso: a 25 gradi servono di solito 4-6 ore, ma con vento secco può bastare la metà, mentre con umidità alta ne servono anche 10-12. C'è poi chi tinteggia ignorando le crepe da assestamento sull'intonaco, convinto che la vernice le nasconda: le nasconde per un'estate, poi tornano identiche, perché il problema è nel supporto e non nel colore. E c'è chi, per finire prima delle ferie di Ferragosto, salta il fondo isolante antimuffa sulle zone più scure e umide, risparmiando forse 200-300 € su un cantiere da 5.000, salvo poi ritrovarsi le macchie nere che riaffiorano attraverso il nuovo colore già alla prima primavera.

Preparare il supporto: la parte che nessuno vuole fare

La pulizia con idropulitrice a bassa pressione, per togliere polvere, muschio e vecchia pittura sfarinante, va fatta con almeno tre giorni di anticipo rispetto alla tinteggiatura, per lasciare asciugare bene il muro anche in profondità. Sulle zone con muffa o alghe serve un trattamento specifico prima del fondo — un prodotto come il Boero Fondo Isolante Antimuffa, intorno ai 30-35 € per 5 litri — lasciato agire il tempo indicato in scheda tecnica, di solito 24 ore, prima di procedere. Per una villetta a due piani il ponteggio si affitta di solito a 8-12 € al metro quadro al mese, montaggio e smontaggio inclusi con impresa specializzata; per una facciata più bassa, fino a circa quattro metri, un trabattello a noleggio costa 40-60 € al giorno ed evita la spesa più grossa del preventivo. La preparazione del supporto è la parte del lavoro che nessuna impresa vuole fatturare per intero, perché non si vede nel risultato finale, eppure è quella che decide se la vernice dura otto anni o tre.

Quanto costa in totale rifare la facciata

Per una casa singola di medie dimensioni, con una superficie di facciata intorno ai 130-150 metri quadri, un cantiere completo — pulizia, fondo, due mani di silossanica, ponteggio incluso — si aggira tra 4.500 e 7.500 €, a seconda della zona d'Italia e della complessità del disegno architettonico, mentre con un'acrilica di fascia media e trabattello al posto del ponteggio si può scendere sotto i 3.000 €. Le imprese di tinteggiatura più richieste, soprattutto nelle zone turistiche e nei centri con il piano del colore, si prenotano già a maggio per i lavori di luglio e agosto: chi si muove ora, a metà luglio, trova spesso solo la disponibilità di settembre, quando le temperature scendono e, va detto, la vernice lavora decisamente meglio.