Dopo l'inverno il prato si presenta spesso ingiallito, schiacciato e diradato nelle zone più calpestate. Marzo è il mese in cui torna a crescere, e le cure di inizio stagione decidono se diventerà un manto folto e verde o resterà stentato e pieno di erbacce.
Pulire e arieggiare
Il primo intervento è togliere il feltro, quello strato di erba secca e residui che durante l'inverno si accumula alla base e soffoca il prato, impedendo ad aria e acqua di arrivare alle radici. Si passa con un rastrello a denti fitti o con un arieggiatore, smuovendo bene la superficie. Nei terreni compatti, qualche foro aiuta a far respirare il suolo.
- Rastrella via foglie e feltro: il prato deve poter respirare.
- Risemina le zone diradate con sementi adatte, mantenendole umide fino alla germinazione.
- Attendi il taglio: il primo sfalcio si fa quando l'erba è cresciuta a sufficienza, senza raparla.
Riseminare le zone vuote
Dove il manto si è diradato, si distribuisce nuovo seme e si copre con un velo di terriccio fine, mantenendo il terreno costantemente umido finché le nuove piantine non spuntano. È importante non calpestare le zone riseminate finché l'erba giovane non si è irrobustita.
Le prime concimazioni
A inizio primavera il prato gradisce un concime che ne favorisca la ripresa e l'infittimento. Distribuito in modo uniforme e seguito da un'annaffiatura, dà al manto la spinta per coprirsi e diventare più resistente alle erbacce, che proprio nei vuoti trovano spazio.
Con poche cure mirate a marzo, il prato passa dall'aspetto stanco dell'inverno al verde pieno della bella stagione.