La primavera, con la ripresa della crescita, è il momento ideale per rinvasare le piante d'appartamento. Un vaso diventato troppo stretto frena lo sviluppo e fa soffrire le radici; un rinvaso fatto bene dà alla pianta nuovo spazio, nutrimento e una spinta a vegetare.
Capire quando serve
Non tutte le piante vanno rinvasate ogni anno. I segnali che è ora sono chiari: radici che escono dai fori di drenaggio o affiorano in superficie, acqua che scorre via senza assorbirsi, crescita ferma nonostante le cure. In genere si rinvasa ogni due o tre anni, scegliendo un vaso solo di una misura più grande: uno troppo grande trattiene troppa acqua e fa marcire le radici.
- Drenaggio sul fondo: uno strato di argilla espansa evita i ristagni alla base.
- Terriccio adatto: di qualità e specifico, perché quello vecchio è ormai esausto e compatto.
- Vaso con fori: indispensabili per far defluire l'acqua in eccesso.
Come si procede
Si estrae con delicatezza la pianta, si libera in parte il pane di radici e si controllano: quelle marce o secche si eliminano con forbici pulite. Si sistema la pianta nel nuovo vaso su uno strato di terriccio fresco, si riempie intorno premendo leggermente per togliere le sacche d'aria, senza interrare il colletto più di prima.
Le cure dopo il rinvaso
Dopo il rinvaso si annaffia bene e si tiene la pianta qualche giorno al riparo dal sole diretto, lasciandole il tempo di adattarsi. Si aspetta qualche settimana prima di concimare, perché il terriccio nuovo contiene già nutrimento e le radici devono prima riprendersi.
Un rinvaso tempestivo e ben fatto è uno dei regali più grandi che si possano fare a una pianta di casa.