La potatura spaventa chi comincia, eppure è uno dei gesti che più ripaga in giardino. In autunno non si pota tutto: alcune piante vanno alleggerite ora, altre è meglio lasciarle stare fino a fine inverno. Conoscere la differenza evita di compromettere la fioritura dell'anno dopo.
Cosa potare adesso
Sulle rose, in autunno si fa solo una potatura leggera: si accorciano i rami più lunghi per evitare che il vento li spezzi e si tolgono i fiori secchi e le foglie malate. La potatura vera e propria, quella che dà forma al cespuglio, si rimanda a fine inverno, quando è passato il rischio dei grandi geli.
- Elimina i rami secchi, deboli o incrociati: tolgono luce e favoriscono le malattie.
- Taglia sopra una gemma rivolta verso l'esterno, con un taglio obliquo e pulito.
- Raccogli e allontana le foglie cadute delle rose: spesso portano le spore della ticchiolatura.
Le piante da non toccare
Gli arbusti che fioriscono in primavera — forsizia, gelsomino, glicine, lillà — formano i boccioli sui rami dell'anno precedente. Potarli adesso significherebbe tagliare via i fiori di marzo. Per loro si aspetta la fine della fioritura. In autunno si interviene invece sugli arbusti a fioritura estiva e sulle siepi, per dare l'ultima sistemata prima del riposo.
Attrezzi puliti, tagli sani
Lavora sempre con cesoie ben affilate e disinfettate: una lama sporca trasmette le malattie da una pianta all'altra. Un taglio netto cicatrizza in fretta, uno sfrangiato resta una porta aperta a funghi e marciumi. Dopo il lavoro, pulisci e oleggia le lame prima di riporle.
Potata con misura, ogni pianta affronta l'inverno più ordinata e riparte in primavera con energia rinnovata.