Quando le giornate si accorciano e le prime nebbie salgono dai campi, l'orto chiede attenzioni diverse. Non è il momento di abbandonarlo, ma di prepararlo con cura: il lavoro fatto adesso decide la fertilità del terreno nei mesi che verranno.
Liberare e pulire le aiuole
Si parte togliendo le piante esauste di pomodori, zucchine e fagioli. I fusti sani possono finire nel cumulo del compost, mentre quelli con segni di malattia — oidio o peronospora — vanno eliminati lontano dall'orto, per non lasciare spore nel terreno fino alla stagione nuova.
- Raccogli gli ultimi frutti prima delle gelate, anche acerbi: i pomodori verdi maturano in cassetta al chiuso, al buio e a temperatura mite.
- Estirpa le erbe infestanti con tutta la radice, prima che disperdano i semi e ti diano filo da torcere a marzo.
- Lascia in piedi qualche pianta da fiore andata a seme: nutre gli uccelli e offre riparo agli insetti utili.
Nutrire il suolo con sovescio e pacciamatura
Un terreno nudo durante l'inverno si impoverisce e si compatta sotto la pioggia battente. Per questo conviene seminare un sovescio: favino, senape o veccia coprono il suolo, lo proteggono dall'erosione e, una volta interrati a fine inverno, lo arricchiscono di azoto e di sostanza organica.
Dove non semini il sovescio, stendi uno strato di pacciamatura con foglie secche, paglia o sfalci d'erba. La pacciamatura mantiene viva la microfauna del suolo, trattiene l'umidità e riduce parecchio il lavoro di zappa quando tornerà il bel tempo.
Un occhio agli attrezzi
Approfitta della pausa per pulire vanga e zappa dalla terra incrostata, affilare le lame e passare un velo d'olio sul metallo. Riposti asciutti, gli attrezzi durano molti più anni e sono già pronti alla prima giornata mite.
Chi ha poco spazio può comunque seminare aglio e cipolle, che restano nel terreno tutto l'inverno e regalano una delle prime raccolte dell'anno. L'orto d'autunno non dorme: lavora in silenzio per la stagione che verrà.