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Orchidee: rinvaso e cure dopo la fioritura

Orchidee: rinvaso e cure dopo la fioritura

L'orchidea è tra le piante da appartamento più amate e, a torto, considerata difficile. In realtà chiede poco, purché si capiscano le sue esigenze, diverse da quelle delle altre piante. Dopo la fioritura, in particolare, alcune attenzioni la preparano a tornare a fiorire.

Cosa fare quando i fiori cadono

Caduti i fiori, lo stelo non va tagliato subito alla base. Nelle phalaenopsis, le più comuni, se lo stelo resta verde si può accorciarlo sopra uno dei nodi inferiori: spesso da lì riparte una nuova ramificazione fiorale. Se invece ingiallisce e secca, allora si recide alla base.

  • Luce abbondante ma non diretta: l'ideale è una finestra luminosa schermata.
  • Annaffiature per immersione: si immerge il vaso qualche minuto e si lascia scolare bene.
  • Niente acqua nel cuore della pianta: ristagna e fa marcire il colletto.

Il rinvaso, ogni due o tre anni

L'orchidea si rinvasa quando il substrato è ormai decomposto o le radici escono abbondanti dal vaso. Si usa un terriccio specifico a base di corteccia, non comune terra, in un vaso trasparente che lascia respirare e fotosintetizzare le radici. Durante l'operazione si eliminano con forbici pulite solo le radici chiaramente marce o secche, lasciando intatte quelle sane.

Stimolare una nuova fioritura

Per rifiorire, molte orchidee hanno bisogno di una piccola escursione di temperatura tra il giorno e la notte, soprattutto in autunno. Una posizione un po' più fresca la sera, e cure regolari ma mai eccessive, sono spesso tutto ciò che serve per rivedere comparire un nuovo stelo carico di boccioli.

Capita la sua natura, l'orchidea ripaga con fioriture lunghe e ripetute negli anni.