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Foglie secche, una risorsa: dal terriccio di foglie al compost

Foglie secche, una risorsa: dal terriccio di foglie al compost

Ogni autunno gli alberi ci consegnano una montagna di foglie, e la tentazione è di sbarazzarsene il prima possibile. Eppure quelle foglie sono uno dei concimi più preziosi del giardino, gratuito e già pronto. Basta cambiare punto di vista per smettere di vederle come un fastidio.

Tre modi per non sprecarle

Le foglie cadute possono avere almeno tre destinazioni utili, a seconda dello spazio che hai a disposizione e di quanto sei paziente.

  • Pacciamatura: stese ai piedi di siepi, arbusti e aiuole, proteggono il suolo dal gelo e tengono lontane le infestanti.
  • Compost: mescolate agli scarti di cucina, apportano carbonio e bilanciano gli avanzi umidi, evitando i cattivi odori.
  • Terriccio di foglie: chiuse da sole in un sacco o in una rete, si trasformano lentamente in un terriccio scuro e soffice.

Il terriccio di foglie, passo per passo

È la lavorazione più semplice in assoluto: si ammucchiano le foglie in un angolo ombreggiato o si riempie un sacco di plastica con qualche foro, si bagna appena e si lascia fare al tempo. Dopo un anno si ottiene una pacciamatura grossolana, dopo due un terriccio fine, ottimo per i semenzai e per alleggerire la terra dei vasi.

Quali foglie evitare

Quasi tutte le foglie vanno bene, ma quelle di noce e di castagno sono più dure e ricche di tannini: si decompongono lentamente e conviene triturarle prima, passandoci sopra con il tosaerba. Le foglie malate, invece, è meglio non riutilizzarle vicino alle stesse piante.

Trasformare le foglie in risorsa chiude un cerchio naturale: ciò che l'albero lascia cadere torna alla terra e nutre il giardino dell'anno dopo.