L'autunno è generoso e arriva tutto insieme: mele, pere, cotogne, uva, qualche cesto di noci. Il problema non è raccogliere, ma far durare. Con qualche accorgimento la frutta supera l'inverno senza finire nella spazzatura, e la dispensa resta fragrante fino a primavera.
La regola della mela sana
Per conservarsi a lungo la frutta deve essere integra: niente ammaccature, niente bucce forate. La frutta caduta dall'albero si consuma subito, perché basta un piccolo livido per innescare il marciume. Vale il vecchio detto contadino: una mela bacata ne guasta cento.
- Dividi le varietà: le mele tardive come la Renetta si conservano molto meglio di quelle estive.
- Non lavare i frutti prima di riporli: l'umidità accelera le muffe.
- Controlla ogni settimana e togli subito i frutti che cominciano a cedere.
Dove e come riporre
Il luogo ideale è fresco, buio e ventilato: una cantina, un ripostiglio non riscaldato, un garage che non gela. Disponi i frutti in un solo strato dentro cassette di legno, senza che si tocchino, magari separati da carta di giornale. Le mele liberano etilene, un gas che fa maturare in fretta: per questo conviene tenerle lontane da patate e ortaggi.
Quando la quantità è troppa
Se la raccolta è abbondante, la cottura viene in aiuto. Mele e cotogne diventano composte e gelatine; le pere si essiccano a fette in forno tiepido; l'uva in eccesso si trasforma in succo. Sono conserve che riempiono la casa di profumo e regalano un pezzo d'autunno anche a gennaio.
Una dispensa ben organizzata non è nostalgia: è il modo più semplice per non buttare il lavoro di un intero raccolto.